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LE LOCATION NELLA STORIA DI CAMBIO FESTIVAL

CASTELLO DEI FIGLI DI CAMBIO

Il Castello di Palazzo prende definitivamente forma nell’ultimo quarto del ‘300. Cambio, feudatario di origini longobarde, fece erigere questo villaggio fortificato da mura perimetrali intorno all’anno mille. I suoi eredi (da qui il nome di Castello dei figli di Cambio) raccordarono in seguito le torri con massicce mura, quelle che oggi costituiscono i quattro angoli del borgo. Sorge in una zona un tempo acquitrinosa. Ancora oggi si notano intatti i segni dell’antico ponte levatoio, simbolo di una ricca storia di commerci che passavano da Palazzo di Assisi. Il signore del Castello “cambiava” merci e monete, per questo il nome ‘Cambio’.

La sua collocazione strategica per la sicurezza del vicino Comune, lo portò ad essere uno dei borghi più ricchi della zona e fece sì che alcuni dei suoi reggitori arrivassero a ricoprire importanti cariche all’interno dell’amministrazione cittadina. Tale fedeltà ad Assisi è contraddistinta dai colori ufficiali di Palazzo, quel rosso e blu che campeggiano sulle bandiere e gli stemmi araldici della Città del Santo. La chiesa della Morte, all’interno del Castello, conserva affreschi di Matteo da Gualdo.


LAVANDETO – CASTELNUOVO DI ASSISI 

Reperti d’epoca romana inducono a pensare che nella zona ci fosse l’antico tracciato della via Flaminia. Terre ambite sin dai Longobardi per la loro fertilità, in seguito appartennero al Ducato di Spoleto i cui confini occidentali raggiungevano il fiume Chiascio. Oggi il giardino botanico del Lavandeto ne occupa tre ettari con splendidi giardini dove ammirare campi fioriti di lavanda bianca, rosa, blu e viola. Oltre 70 sono le varietà di salvie da fiore e il giardino botanico ha piante aromatiche, rose viola e piante perenni e un laghetto con ninfee e fiori di loto.


ABBAZIA DI SAN PIETRO

Costruita dai benedettini nel X secolo, la chiesa è stata rimaneggiata più volte fino all’architettura definitiva (XIII secolo). La facciata è realizzata in pietra rossa del Subasio con tre portali d’ingresso a cui corrispondono tre rosoni. Il portale centrale è affiancato da due leoni ruggenti. Sotto l’altare maggiore c’è il sarcofago con il corpo di san Vittorino martire, terzo vescovo di Assisi e co-protettore della città. La cappella del Santissimo Sacramento ospita un prezioso trittico di Matteo da Gualdo. Nel passaggio che porta alla cripta, è presente un fiore a sei petali, sigillo dei templari.


CASTELLO DI ROCCA SANT’ANGELO

Rocca Sant’Angelo, detta anche Rocchicciola, “paesello perso fra i monti umbri” tanto amato dal poeta e scrittore danese Johannes Jørgensen e definita “luogo celestiale” dallo studioso di storia francescana Edouard Schneider. Nel 1232 era una delle cinquantuno balie del Comune di Assisi. Oggi il suo borgo ed il castello di pendio sono quasi completamente recuperati dal degrado precedente compresa la chiesa di San Paolo, recentemente restaurata. Il valore aggiunto è costituito dalla vicina Chiesa di Santa Maria con affreschi votivi del XIV-XVI sec.


CASTELLO DI PETRATA

Il nome sembra sia derivato dalla ricchezza di cave di cui godeva la zona da cui si estraeva la corniola, tipica pietra di Assisi. La storia del Castello di Petrata affonda le radici in epoca medievale, nel 1340, anno della sua costruzione lungo il sentiero francescano che collegava Assisi al borgo di Gubbio. Nato come villa, fin dalla fine del XV secolo venne rafforzato da Sperello Sperelli che iniziò a trasformarlo in vera e propria fortezza per difendersi dai Baglioni. Nel 1996 fu acquistata da privati che hanno trasformato l’antico rudere castellano in una residenza d’epoca.


CASTELLO DI BEVIGLIE

Il Castello di Beviglie con ogni probabilità deve il suo nome ad origini romane. È famoso, nella storia francescana, poiché si tramanda che vi nacque frate Elia, uno dei primi seguaci di san Francesco, che ideò e contribuì alla realizzazione della Basilica di San Francesco. La costruzione, dall’originaria pianta quadrata, e, risale alla fine del secolo XII. Nel 1400 fu occupato dai Visconti di Milano e nel 1700 fu acquisito alla giurisdizione del Sacro Convento di Assisi. Oggi è un delizioso borgo adagiato su un pendio collinare, avvolto dal fascino della storia.


CASTELLO DI SAN GREGORIO

San Gregorio viene citato per la prima volta in un documento del 1114. Nel 1232 l’agglomerato di “Sancti Gregorii” viene cinto da mura difensive, un fossato e dotato di un ponte levatoio. Il portale d’ingresso a forma ogivale è sovrastato da un torrione recante segni dell’antico ponte levatoio e delle difese piombanti. Situato al confine tra il territorio di Assisi e Perugia, il Castello fu coinvolto nelle lotte che in epoca medievale opposero le due città, vivendo periodi di appartenenza alternata ai due centri che si conclusero con la definitiva fedeltà agli assisani.


CASTELLO DI STERPETO

Nominato per la prima volta nel 1056, fu spesso al centro di aspre lotte tra Perugia e Assisi. Nel 1232 diventa residenza “signorile” dei Fiumi, ben distinta dal “borgo” dove vivevano altri nuclei familiari. Il Castello ha due porte di accesso: la più antica conduce all’interno dell’abitato, la seconda – più grande – nella zona residenziale del palazzo signorile. Alcune tracce di cinta, ancora visibili, parrebbero avvalorare l’esistenza di un anello murario più esterno che doveva inglobare anche l’area della chiesa parrocchiale e della piazza antistante.


CASA ASTRID

Casa Astrid è una Villa situata a Costa di Trex che fin da epoca romana è il serbatoio idrico della città di Assisi. Il nome significa “Luogo delle 3 chiese”. La chiesetta di Santo Stefano è l’unica rimasta ed è a pochi passi dalla Villa. Casa Astrid, adagiata sul fianco nord-orientale del Monte Subasio, ha un panorama mozzafiato sulle valli interne di Assisi. Ristrutturata da sapienti mani in pieno stile umbro, è circondata da un uliveto di pregio e da un incantevole giardino corredato da una piscina inserita con maestria nel contesto rurale.


CASTELLO DI PISSIGNANO – LIZORI

Il nome deriva dall’antico Pissinianum, ossia piscina di Giano, una costruzione che si trovava in prossimità dell’attuale Tempietto del Clitunno. Tra il XI-XII sec. prese il nome di Borgo San Benedetto e il monte sovrastante tuttora si chiama Monte San Benedetto o (Colle Revalioso). All’inizio del XIII sec. venne costruito il castello, feudo della famiglia Sansi e nei secoli andava formandosi il borgo medievale dall’assetto attuale: strutture di difesa perimetrali che disegnano uno dei rarissimi castelli triangolari di pendio ancor oggi perfettamente preservati in Italia.


CANNARA – PIANDARCA

Luogo della famosa “Predica agli uccelli” di san Francesco, è un’area ancor oggi incontaminata tra Cannara e Bevagna; luogo di notevole bellezza paesaggistica è, secondo la tradizione, il luogo in cui, dopo aver predicato al popolo di Cannara e pensato alla primitiva idea del Terz’Ordine (oggi Ordine Francescano Secolare), Francesco si allontanò in direzione di Bevagna, quando si avvide di una straordinaria moltitudine di uccelli ai quali, com’è noto, rivolse la sua Predica, uno degli episodi più famosi della vita del Santo. Dal 2014 è “I Luoghi del Cuore” FAI.


SPELLO – TORRI DI PROPERZIO

Le torri di Properzio sono due grandi e antiche torri a lato di Porta Venere. Hanno una struttura massiccia e imponente in pietra di travertino, materiale che gli conferisce l’aspetto immacolato. Alle due torri medioevali sono legate diverse leggende: il loro nome, ad esempio, rimanda all’ipotetica attribuzione al poeta latino Properzio; sempre leggendaria sarebbe anche l’esistenza, sulla cima di una delle due torri, dell’antica prigione del paladino Orlando, cantato nella Canzone di Rolando (Chanson de Roland), scritta intorno alla seconda metà dell’XI secolo.


BETTONA – VILLA DEL BOCCAGLIONE

È una villa rurale della metà del XVII situata nella pianura ai piedi del colle di Bettona. Fu costruita nella seconda metà del settecento forse su un preesistente edificio risalente a due secoli prima, dall’antica famiglia bettonese dei Crispolti. Passò poi alla famiglia perugina degli Arcipreti della Penna, quindi alla famiglia bettonese dei Bianconi e da questa alla famiglia Iraci Borgia Mandolini. Nel 1993 fu acquistata dal Ministero dei beni culturali. Sconosciuto è il nome dell’architetto che ne curò la progettazione, anche se alcune caratteristiche la riconducono all’area culturale del Piermarini.